Intervista a Marina Cuollo

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Intervista a Marina Cuollo

Intervistatrice: «Marina, perché hai scritto A DISABILANDIA SI TROMBA
Marina: «Uno, per ridere di una cosa di cui non ride mai nessuno…»
Intervistatrice: «La disabilità è trattata in altri modi, di solito, no?»
Marina: «Esatto, autobiografie strappalacrime, manuali tecnici ancora più pallosi e seriosi, è raro trovare ironia sull’argomento. Ecco perché ho scelto di scrivere proprio questo libro, con questo stile, questa precisa cifra: perché avevo bisogno di esorcizzare alcune situazioni che ho visto/vissuto e che mi davano fastidio, ma non volevo farlo da cara-salma.»
Intervistatrice: «Possiamo dire che il tuo libro è un contro-manifesto?»
Marina: «Certo che potete, però poi non garantisco.»
Intervistatrice: «… Cosa?»
Marina: «Che non vi recida un tendine.»
Intervistatrice: «… Ah ha!»
Marina: «Non sto ridendo.»

Disclaimer: una delle due voci non esiste ma parla nella mia testa, l’altra è la mia.


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