Non l’ho capita

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Non l’ho capita

Lungi da me fare la simpatica a tutti i costi, ma se sei una che ha l’abitudine di sdrammatizzare e fare ironia di solito la gente… ride.
La mia analista diceva sempre che io sono un po’ la pecora nera della famiglia, e in effetti il fatto di avere scaffali pieni di gomitoli di lana me l’ha fatto sempre sospettare. Onestamente non mi dispiace essere una pecora nera. Non posso fare a meno di essere fuori dai parametri (spiritualmente e fisicamente). Sono testarda, ribelle e poco docile, e questo mi piace. Essere una pecora nera mi ha spesso regalato numerosi vantaggi, ma sappiate che non è esente da fregature.
Ora, immaginate un soggetto femminile con un’altezza inferiore alla media, che per semplicità denomineremo “la sottoscritta”. La sottoscritta è lì che ha appena finito di scrivere il primo post sul blog (sostituire “post sul blog” a scelta con: tweet, stato su facebook o nota sul fazzoletto del bar), una certa emozione pervade il mini-organismo della sottoscritta. A un certo punto, un occhio parentale e curioso passa di lì per caso dando una sbirciatina alle parole scritte. La sottoscritta ingenua e fiduciosa si azzarda a chiedere:

– Che ne pensi?
– Bello.
– Davvero?
– Sì, ma non l’ho capita.

Ecco, come direbbe Guzzanti, tutto questo mi “perplime”.

Evidentemente quando la tua famiglia ha un tipo di umorismo “alla napoletana” e tu hai invece un umorismo troppo difficile da inquadrare (che nuovamente per semplicità definiremo “alla nano malefico”), qualcosa non torna. Sguardi perplessi, domande inattese e sopracciglio arcuato ti smontano peggio di una maionese impazzita.
Che fare?
A quel punto quando comprendi davvero che per quanto si sforzi, la famiglia non capisce le tue battute, l’unica scelta possibile diventa: CIAONE.


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