Grazia, Graziella e L’altra

Condividimi

Grazia, Graziella e L’altra

Ci tengo a precisare che non sono misantropa, al massimo licantropa quando la mia estetista mi dà buca sulla cera, non mordo e non puzzo (escludendo Capodanno quando mamma frigge il baccalà).
Eppure il mio livello di socialità misto a tolleranza umana si è decisamente abbassato negli ultimi anni, specialmente nei luoghi pubblici. Per fortuna riesco a contenermi anche se non so ancora per quanto.
Di seguito un esempio esaustivo:
Sono dal parrucco per una seduta d’emergenza. Quello che una volta era uno splendido rame è diventato un arancione ace simile alle carote di Bugs Bunny, e tutto a causa della mia genetica “inettitudine gestionale del capello”.
Anyway, mentre i fumi della tinta mi fanno partorire idee per una nuova storia, a pochi metri da me sento alcune ragazzine chiocciare.
Per comodità le chiameremo Grazia, Graziella e L’altra (che se no poi mi dicono che faccio la sboccata).
Grazia, Graziella e L’altra chiacchierano di rinoplastica, ape in centro e istruzioni su come educare il proprio maschio agli eventi sociali. Vorrei tapparmi le orecchie ma non posso causa tinta.
Seguono in ordine: fronte corrucciata, occhietti stretti a fessura e bocca in stile spremuta di limone. A quel punto sento uno strano rumore nella testa. Lo stesso rumore delle unghie sulla lavagna.
Fastidio.
Aspetto invano un cambio argomento che non arriva e mi ostino così a guardare nel vuoto manco fossi strafatta.
All’improvviso un’epifania: il mio sguardo si illumina, le mie spalle si distendono, il mio respiro si rilassa e un meraviglioso sorriso si fa strada sulla mia faccia.
Perché?
Perché a casa c’è una nuova serie originale Netflix che mi aspetta.

Leave a Comment