EX: a volte ritornano

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EX: a volte ritornano

Che questo sia uno spazio libero o un’isola personale non importa. Ormai ci scrivo quel che mi pare spinta come una barca dalle onde della mia quotidianità. E a tal proposito, la mia quotidianità oggi mi spinge a parlare di parassiti, di sanguisughe, di zecche, di EX.

Poiché il faraone non permise agli ebrei di lasciare il paese d’Egitto, Dio mandò 10 terribili prove dette “Le dieci piaghe d’Egitto”. La prima fu quella dell’acqua mutata in sangue. La seconda: un numero straordinario di EX invase il Paese…

Partiamo da un assunto: siamo tutti incasinati, siamo tutti “diversamente qualcosa” e abbiamo tutti (sì proprio tutti) un EX che rompe le palle. E se non rompe le nostre, siamo noi a rompere le sue. Insomma è tutto un palleggio.
Che si tratti di un EX-fidanzato, EX-amante, pseudo-EX-trombamico, o EX-fiamma ossidrica, quello che ha il prefisso che comincia con le prime due lettere della parola EXIT, è sempre una piaga. Solo che gli EX, a differenza della parola EXIT, spesso non vogliono saperne di uscire.
Sebbene la relazione sia finita prima del dopoguerra, loro, pare abbiano grandi difficoltà ad assimilarlo. E ci tengono davvero tanto a fartelo notare.
Come le zanzare d’estate (o l’antologia di King) a volte ritornano, e lo fanno a intervalli regolari con un “come stai?” che ha il tempismo del vecchietto con la Panda, quello che ti si para davanti proprio mentre sei già in ritardo. Sono irritanti, fastidiosi come il rumore dei grilli, che non venire a dirmi che sono poetici. Non me la bevo. Soprattutto quando si mettono a frinire tutta la notte (i grilli ma pure gli EX) e ti svegli con due occhiaie che manco il panda gigante.

Non si rassegnano, non ce la fanno proprio. Arrivano sotto casa alle due di notte con un gigantesco fascio di rose, i regali, i cioccolatini e tu… e tu imprechi in aramaico perché vorresti solo tornare a dormire. E poi esigono costante comprensione, con toni lagnosi ti snocciolano le classiche frasi da repertorio via WhatsApp: “La mia vita non è più la stessa senza di te”, “sono cambiato”, “resti sempre la migliore”. Bè però se ero la migliore potevi pure evitare di fare il coglione. No?
Ma tu ormai hai voltato pagina: hai una vita, due figli, un cane, un gatto, un amante, e anche un personal trainer segretamente innamorato del tuo amante, eppure lui insiste. Puoi dirgli qualunque cosa dal “guarda in realtà mi sono resa conto di essere gay” fino a “scusa mi sono trasferita alle Figi” che niente, comprerà un biglietto per le Figi mentre sta per cambiare sesso.

Sono quelli che guardati a posteriore ci spingono verso analisi approfondite della nostra psiche.

Come cazzo ci sono finita con questo mentecatto?
Quale trauma infantile mi ha colpito? Mumble, mumble.
Eh niente. Ai tempi ero un’idiota.
Alla fine comunque è inutile starci a pensare. La verità è che se non ha funzionato la prima volta, difficile funzionerà una seconda.
E adesso?
Adesso spegni il telefono.


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