La mamma dello sposo

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La mamma dello sposo

Voce nella mia testa: Oh ma che ti sei rammollita?
Io: Ma chi io?
Voce nella mia testa: No mia nonna… tu, tu, e chi se no.
Io: Ehi ehi ehi (tono alla Fonzie) ma come ti permetti? Rammollita lo dici alla tua crostata.

OK sì, negli ultimi post sono stata un tantinello sdolcinata, lo ammetto. Dev’essere stato l’effetto “nipotame in arrivo“, ma giuro: l’ironia e l’anti-romance sono ancora qui che pulsano nelle mie vene.

Voce nelle mia testa: Bene, dimostracelo.
Io: Ok cominciamo.

Premessa: se sei una mamma e quindi hai dei figli, è molto probabile che almeno uno di loro si sposi. A tal proposito, la mamma in questione è la mia, e i figli sono due: io e mio fratello. Escludendo la sottoscritta (che odia geneticamente matrimoni e affini) rimane l’altro figlio. So già cosa stai pensando, sarà mica che tuo fratello si sposa? Wow che perspicacia.

Ebbene sì, mio fratello si sposa.

Ora, sorvoliamo sul perché di tale scelta (che tra l’altro la sorella fatica molto a comprendere) e passiamo direttamente alla protagonista di questo post: la mamma dello sposo.

La mamma dello sposo è un’entità composta da dolcezza mista ad ansia con una spruzzatina di paranoia.

Durante la prima fase, ovvero quella che va dall’annuncio del matrimonio fino all’inizio dei preparativi, la mamma dello sposo oscilla tra uno stato di amore materno e ostilità, una fase che definiremo “bipolarismo prematrimoniale”. Di cosa sto parlando? di una roba della serie “cuore di mamma, come farò senza di te” che tempo due secondi si trasforma in “scellerato, mi rimpiangerai tutta la vita“.

Quando cominciano i preparativi del matrimonio, l’organizzazione del rito in chiesa, del ricevimento e di tutta quella roba aliena, la mamma dello sposo entra nella seconda fase, quella della “Wedding Planner”. Lei non dà consigli, lei “sottilmente” pretende.

La mutazione successiva la vede in modalità “Mission Impossible”: con tanto di walkie-talkie di ultima generazione, la mamma dello sposo comincia a dare direttive di ogni sorta, dalla disposizione dei tavoli fino alla carta igienica fiorata nei bagni (rigorosamente in tinta con la flora sui tavoli), e mica solo agli sposi, a chiunque gli capiti a tiro.

Lo fa con tutta la dolcezza di questo mondo, ma se, e dico se, per caso, ti viene un’idea giusto un pochino diversa dalla sua, ecco che vedrai i suoi occhietti ridursi a due fessure piccine picciò fino a che la tua idea (quella giusto un pochino diversa), magicamente non si allinei alla sua.

Nell’ultima fase, verso il cliffhanger, la mamma dello sposo viene colpita dalla “sindrome dell’addobbo compulsivo”, ovvero parte all’assalto di ogni IKEA o negozio di oggettistica si trovi nel suo raggio d’azione (cinesi compresi) e comincia ad acquistare qualunque tipo di decorazione floreale, nastrino, colombina o cagatella bianca. La sua missione? Allestire, abbellire, riempire casa come se non ci fosse un domani, pure il cane… e la nonna.

Adesso hai un quadro dell’attuale situazione in casa Cuollo e in fondo (ma proprio in fondo) mamma la capisco, suo figlio si sposa e lei è felice ed emozionata, come è giusto che sia. Detto tra noi, essere spettatrice dei deliri prematrimoniali non mi dispiace affatto, in verità mi ci diverto un sacco, anche perché – del resto – mica sono io che mi sposo.

Vuoi vedere la mia faccia ora?

 


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