Intervista a Marina Cuollo. Il sequel.

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Intervista a Marina Cuollo. Il sequel.

Quando improvvisi un’intervista con un’amica*, vorresti fare la seria, ma fallisci miseramente.

Intervistatrice: Ciao Mari, ti va di rispondere a un paio di domande su Disabilandia?
Marina: Ma davvero?
Intervistatrice: Sì, certo.
Marina: Ro’, confessa, hai bevuto.
Intervistatrice: Ma no. Bè oddio un po’ di rosso a cena ma niente di che.
Marina: (sopracciglio arcuato alla Jim Carrey) Vabbè, fammi ste domande.
Intervistatrice: Disabilandia. Di cosa parla e dove nasce l’idea?
Marina: Dai, dì la verità mi stai prendendo in giro.
Intervistatrice: …
Marina: No? Ma se te ne ho parlato fino alla nausea. Ancora non ti sei rotta di tutta quella roba su cingoli e sciancati?
Intervistatrice: Ma no, parliamone.
Marina: A parte che oggi sembri la mia analista, ma su risparmiami la fatica, fai copia incolla dell’aletta. Tanto ci sono abituata.
Intervistatrice: Va bene, allora dimmi qual è la cosa più strana che ti è capitata alle presentazioni.
Marina: il vecchietto che dorme conta?
Intervistatrice: Nah, quello è capitato anche a me. E non era una presentazione. E non era un vecchietto…
Marina: Allora a parte un paio di ammonimenti per non aver menzionato affatto alcuna sacra scrittura dell’Altissimo, direi che stranezze pazzesche non ne ho avute. Il che in effetti mi lascia un po’ basita considerando che ho scritto un libro che si chiama “A Disabilandia si tromba”.
Intervistatrice: In effetti… C’è qualcosa che ti aspetti o vorresti da quando è uscito Disabilandia?
Marina: Bè non mi dispiacerebbe se il libro mi facesse rimorchiare.
Intervistatrice: Ah ah ah!
Marina: Non sto scherzando.

* L’amica è sempre quella che di mestiere scrive.

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