#Disabilandia a Veronetta

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A Napoli spesso si dice: “Tené ‘a capa sulo pe spartere ‘e rrécchie”, che tradotto significa “ha la testa solo per dividere le orecchie”. La funzione della mia testa di solito non è quella, ma a volte lo penso, soprattutto quando dimentico di scrivere.
Nella fattispecie oggi lo penso, e lo penso perché ho dimenticato di parlare di un evento che per me è stato molto importante. Quindi rimedio.
A Verona, libreria Libre, il 24 novembre c’è stata la presentazione di #Disabilandia in collaborazione con il gruppo desiderAbili.
Ci tengo a parlarne perché è stato un evento davvero memorabile, una presentazione informale, simpatica, divertente che ci ha permesso di riflettere su temi importanti riuscendo a riderne. A riderne tanto.

A presentare la presentazione c’era Silvia Migliaccio nel ruolo della presentatrice.

> Mari, c’è una ripetizione.
> Dai? Non ti sfugge proprio niente.
> Grazie.
> Scherzavo. Tu comunque prova a leggerlo veloce e poi vediamo: “A presentare la presentazione c’era Silvia Migliaccio nel ruolo della presentatrice andarono a Trento tutti e trentatrè trotterellando”.

Fatto sta che Silvia non si è limitata a fare la presentatrice della presentazione (aridajè), ma è stata soprattutto la mia spalla della serata. Un gancio dopo l’altro, con il pubblico in visibilio, giuro, che sembrava ce la fossimo preparata tipo duo di Zelig dei tempi d’oro.
Partite da #Disabilandia, abbiamo parlato di etichette e pregiudizi, esperienze vissute e gaffe da ricordare con il sorriso, lei è riuscita a cogliere il vero significato del mio libro e io le sono molto grata.
A condire la serata ci sono state poi le letture del Professore, Gian Paolo Romagnani, che con il suo tono serioso alla Alberto Angela ha reso Disabilandia ancora più esilarante.
La serata a Veronetta, nella bellissima libreria di Lia Arrigoni, è stata meravigliosa: accoglienza, partecipazione, presentazione della presentatrice e del fantastico compagno della presentatrice, tutto ai massimi livelli.
Non avrei saputo desiderare di meglio, mai. E, anzi, a proposito di desiderabilità, una menzione d’onore (ma soprattutto d’ammore) va al gruppo desiderAbili.
Devo ammettere che grazie a #Disabilandia sto conoscendo davvero tante belle persone, e questo non può che rendermi felice.
Se imparassi anche a essere un pelo meno smemorata, poi, avrei fatto bingo.


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