SCLEROTICA

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SCLEROTICA

A Disabilandia si tromba ! Non lo sapevate? Non avete letto il libro di Marina Cuollo?

di Noria Nalli

Articolo pubblicato anche su La stampella di Cenerentola il 01/05/2017

 

Oggi ho deciso di riproporre un post de La stampella di Cenerentola del maggio scorso. Buona lettura !

Primo maggio, festa dei lavoratori…sì di tutti i lavoratori, compresi quelli che vivono la disabilità. Ammesso che riescano ad accedere ad un lavoro, consono alle loro qualità, nonostante i loro handicap fisici o psichici. Io sono un caso particolare e ancora non me ne capacito. Ho ripreso a fare la giornalista, anche grazie ad un ricovero ospedaliero. Proprio oggi posso festeggiare il sesto anno dal mio ritorno alla scrittura. Il primo maggio 2011 uscì il primo ritratto di corsia sulla cronaca di Torino, di cui era direttore Guido Tiberga. La normalità purtroppo è molto diversa.

Illuminante su questo argomento è l’arguto ed ironico libro di Marina Cuollo A disabilandia si tromba, edito dalla Sperling & Kupfler e recensito da Mara Maionchi. Il titolo è volutamente provocatorio, vuole sottolineare l’eguaglianza tra disabili e normodotati, in tutti gli aspetti della vita, anche quello (no, noi disabili non siamo asessuati!)

Sono una microdonna, alta un metro e una mentina, che ha bisogno di mostrarsi sempre un po’ incazzata con il mondo per dire la sua. – afferma Marina all’inizio del libro – Sono venuta al mondo con una sindrome genetica molto rara: la Melnick Needles, che non è una marca di siringhe ma un’osteodisplasia scheletrica che conta un centinaio di casi in tutto il mondo. Uso la sedia a rotelle e di notte dormo abbracciata a un ventilatore polmonare, ma rompo ancora le scatole in giro. L’autrice è nata a Napoli nel 1981 e non è affatto adatta al ruolo di macchietta in cui molti non disabili vorrebbero relegarla. Ha una laurea in scienze biologiche ed è dottore di ricerca in processi biologici e biomolecole, grafica pubblicitaria e scrittrice umoristica. Marina irride con vena caustica i comportamenti assurdi del normodato medio, quando si imbatte nelle persone con disabilità.

Affonda particolarmente il coltello raccontando del mondo del lavoro dei pregiudizi e le discriminazioni, come la volta in cui le proposero di essere pagata per non fare nulla, se non comparire in dépliant ed occasioni pubbliche, per testimoniare l’apertura al sociale dell’azienda.

Convinta che ridere di qualcosa di brutto aiuti a liberarsi da stereotipi e ipocrisie, Marina strappa tutte le etichette che spesso incolliamo su ciò che ci spaventa o che non conosciamo, e spazza via con la sua penna cinica ed esilarante tabù e preconcetti.

Consiglio vivamente di leggerlo. A disabilandia si tromba dovrebbe fare parte per legge della formazione degli addetti alla selezione del personale!


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