La forza di “Salvare le ossa”. Il libro di Jesmyn Ward

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La forza di “Salvare le ossa”. Il libro di Jesmyn Ward

È un po’ che non scrivo, lo so. Ma quando non scrivo leggo. E quando leggo e qualcosa mi prende, poi torno a scrivere. Per cui eccomi.

Qualche giorno fa ho finito di leggere un libro (ma va? Davvero? Che novità!). Il titolo è Salvare le ossa di Jesmyn Ward, edito da NN Editore, ed è il primo volume di una trilogia.

Salvare le ossa è ambientato in Mississippi, a Bois Sauvage, in una zona devastata dalla miseria e dagli uragani. Nella Fossa, depressione argillosa circondata da boschi, baracche e rottami, vive la famiglia afroamericana Batiste, composta da un padre alcolizzato e autoritario e quattro figli orfani di madre: Randall, Esch, Skeetah e Junior. La quattordicenne Esch, l’unica femmina e voce narrante, è una sognatrice. Esch sogna un amore travolgente come quello di Medea per Giasone, ma Manny, il ragazzo che ama e di cui aspetta un figlio, non mostra alcun interesse per lei, o almeno non alla luce del sole, e vigliaccamente preferisce un’altra ragazza. A tutto questo si aggiunge l’imminente arrivo di Katrina, il devastante uragano.

Leggendo questo libro non ho potuto fare a meno di trovare assonanze con la mia terra e con le sue difficili condizioni. Una terra complicata in cui l’adolescenza non è mai adolescenza, una terra in cui una ragazza come Esch non può permettersi di vivere la sua età, deve crescere in fretta. E quando il sostegno genitoriale viene a mancare, i legami tra fratelli diventano l’unica certezza, sono saldi come la roccia e un forte senso di protezione fa da contorno a quell’amore. Già dopo i primi capitoli, quella protezione diventa parte di te, e senza neanche rendertene conto, finisci per provare una forte empatia per la piccola Esch, per quella gravidanza così prematura, per lo stato di confusione che una ragazza così giovane prova nel diventare madre. Esch si guarda allo specchio, nota la pancia che cambia, mentre il corpo le manda segnali sempre più forti della vita che cresce dentro di lei. Custodisce quel segreto sapendo che un giorno dovrà affrontarlo, ancora ignara di cosa voglia dire davvero essere un genitore. “È questo che significa essere madre?” si domanda Esch, mentre guarda China, il cane di Skeetah, che uccide uno dei suoi cuccioli.

Salvare le ossa è un libro molto intenso nella struttura quanto nella cifra stilistica, ha un ritmo che alterna momenti crudi a momenti di grande sensibilità. È un libro ricco di metafore che hanno la capacità di trasmettere forti sensazioni attraverso un gesto, un’azione o un ricordo di Esch.

Mi fermo qui, non vi dirò altro su questo libro, perché merita di essere letto. Salvare le ossa mi ha coinvolta, mi ha preso le viscere, mi ha fatto stringere la gola, e questo raramente mi succede.

 

P.S., vuoi leggere altre recensioni?

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