Leggendo “Le spose sepolte” di Marilù Oliva

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Leggendo “Le spose sepolte” di Marilù Oliva

Questo mio post arriva leggermente in ritardo, avrei voluto scriverlo prima, ma ci tenevo a scegliere parole giuste.
In questi giorni sto finendo di leggere Le spose sepolte (Harper Collins) di Marilù Oliva, e lo sto facendo lentamente, per gustarlo, come faccio sempre con i libri belli.

Ho avuto modo di assistere alla presentazione di questo libro a Policoro. Come sapete, non necessariamente il carattere di uno scrittore combacia con la sua penna, vi sarà capitato di leggere libri bellissimi e scoprire che l’autore ha un pessimo carattere. Ecco, non è questo il caso. Quando ho conosciuto Marilù di persona ho subito sentito un’affinità d’animo che ho poi riscontrato nella sua penna.
Non ho dimestichezza nell’inquadrare i generi della letteratura, ma posso dire che Le spose sepolte è un giallo, ed è anche un thriller, ma soprattutto è un libro potente, in contrasto con una scrittura estremamente delicata. Non vi racconterò la trama (altrimenti che lo leggete a fare?), vi basti sapere che tratta il tema del femminicidio.

Noi scrittrici siamo spesso circondate dal cliché che ci vuole capaci di scrivere solo d’amore e psicodrammi. Questo libro e tanti altri vi dimostrano che non è così. Non fraintendetemi, non ce l’ho con nessun genere, leggo di tutto, però ce l’ho con gli stereotipi che circondano l’essere umano, e in particolare le donne. Sono quelli che inquinano la cultura, che portano a convinzioni sbagliate. E dove la mancanza di cultura raggiunge il fondo si arriva a terribili estremi. Informare è necessario, e Marilù con Le spose sepolte non solo informa, ma tenendoti con il fiato sospeso a ogni pagina, fa luce su un argomento ancora troppo sminuito dai se e dai ma.

Quindi niente, grazie Marilù.

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