Caro Babbo Natale

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Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
posso chiamarti Babà? Ti offro anche un goccetto di rum.
So che non ti scrivo da più di vent’anni e potresti avercela con me per questo, ma comprendimi sono successe davvero tante cose da quando ero alta un metro e una nocciolina: ho finito le scuole dell’obbligo, mi sono laureata in biologia, ho cominciato a scrivere, sono diventata zia, sono cresciuta 2 cm. Insomma tanta roba.

Vengo subito al sodo perché so che non hai tempo da perdere, devi fare il giro del mondo in una notte, tu, e devi essere puntuale, mica lavori per Trenitalia. Ci tengo a dirti, caro Babà, che quest’anno sono stata brava. Ho rispettato sempre le scadenze, ho detto un quantitativo di parolacce pari al minimo indispensabile, non ho ucciso nemmeno un ex. Direi che possiamo ritenerci entrambi soddisfatti e ti dirò di più, visto che sono stata così brava, non ti chiederò neanche un regalo.

Lo so, sei sorpreso (un po’ lo sono anche io), ti domanderai dove sta la fregatura. Nessuna fregatura, Babà, lo giuro. Una cosina però voglio chiedertela (eccallà). Si tratta di un piccolo favore che per me è molto importante, un obiettivo che potremmo definire quasi umanitario. Sai, ho tentato in molti modi di perorare la mia causa. Ho organizzato un flash mob, ma mi sono ritrovata l’unica a ballare YMCA in piazza Plebiscito, ci è mancato poco richiedessero un TSO. Ho provato anche con lo sciopero della fame, caro Babà con la panna, ma ho resistito la bellezza di dieci minuti abbondanti, al primo odore di pizza fritta ho ceduto. Così ho deciso di chiedere aiuto a te. Spero tanto che esaudirai questo mio desiderio: vorrei che da quest’anno il genere umoristico trovasse più spazio tra gli scaffali delle librerie. Da troppo tempo l’umorismo è un genere di nicchia, spesso sottovalutato, e non è giusto, Babà.

Ok, un po’ sono di parte, lo ammetto, l’umorismo è il mio genere (se le royalty ti fanno comprare una casa in riva al mare, che dici di no?). Ma la verità, è una, e una soltanto, caro Babà.

C’è bisogno di ridere. Oggi più che mai.

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