Un leopardo senza macchie

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Un leopardo senza macchie

Sono sempre stata una donna complicata, difficile da collocare, impossibile da etichettare. Del resto le mie ossa sono come me, fanno un po’ il cazzo che gli pare, crescono secondo le loro regole, fanno scelte fuori dal gregge. Questo ha reso il mio corpo uno di quelli non conformi ai canoni dominanti.
Vivere in un corpo non conforme è come nascere leopardo ma senza macchie, difficilmente potrai mimetizzarti in mezzo alla folla.

Per tanti anni ho desiderato ardentemente di essere invisibile, trasparente, ma visto che l’invisibilità esiste solo nei libri della Rowling, mi sono messa una benda sugli occhi.
Fin da quando ero bambina mi sono limitata a dare al mio corpo la sola funzione di scatola, ho sempre e solo dato valore al contenuto, mai al contenitore. Un modo semplice e veloce per non pensare di essere un’estranea nel mondo, soprattutto quando il mondo non smette mai di fartelo notare. E poi, fare delle sfighe un dramma non è mai stata la mia politica, ho sempre cercato soluzioni pratiche a quello che mi faceva star male.

Alimentare solo la mia parte cerebrale, i miei neuroni, mi ha permesso per molto tempo di evitare di dovermi soffermare sull’aspetto. Ma si sa, fuggire dalle cose è un po’ come mollarla in mare, puoi nuotare quanto ti pare ma alla fine ti ritroverai di fronte alla cacca quando meno te lo aspetti. E così, negli ultimi anni ho iniziato finalmente a guardare il mio corpo, ma non con gli occhi di chi è sempre stato condizionato dalle gabbie culturali, ho cominciato a guardarmi senza giudizio, come se fosse il primo corpo che abbia mai visto in vita mia. Per la prima volta ho visto il contenitore e ho provato a restituirgli – a piccoli passi – la sua dignità. Dopo che il mio corpo è stato anche oggetto di un progetto artistico ho capito che forse anche lui aveva qualcosa da dire.

Oggi, scoprirmi d’estate non è più così difficile, guardare le mie foto non è più così fastidioso. Minuscole vittorie che colleziono giorno per giorno.
Oggi, persino una foto in costume da bagno può essere un piccolo traguardo.


6 comments

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    Complimenti!
    Apprezzo la tua simpatia sia leggendoti che ascoltandoti. Un grande augurio affinché tu possa raggiungere sempre più traguardi.
    AnnA

    • Marina Cuollo
      • Marina Cuollo-
      • 23 Ottobre 2019 at 09:03-
      • Rispondi

      Grazie, Anna!

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    • Laura-
    • 2 Novembre 2019 at 11:58-
    • Rispondi

    Ti ringrazio perchè la tua ironia sull’invalidità mi regala sorrisi.

    • Marina Cuollo
      • Marina Cuollo-
      • 2 Novembre 2019 at 12:30-
      • Rispondi

      Grazie, Laura!

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    • ANNA MARIA FERRAIUOLO-
    • 4 Dicembre 2019 at 15:51-
    • Rispondi

    io ci ho messo 27 anni …e 3 di psicoterapia per guardarmi allo specchio. ho una schizancefalia e soffro di epilessia farmaco resistente . quando ero ragazzina guardavo la mia mano sinistra chiusa a pugno che faceva sempre quel che cazzo voleva …ops scusa il francesismo….e dicevo che lei non era mia. SEMBRAVO UNA PSICOPATICA AHAHAH .

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    • ANNA MARIA FERRAIUOLO-
    • 4 Dicembre 2019 at 15:53-
    • Rispondi

    bella la foto 🙂

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