Fenomenologia del cingolo-consumatore

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Fenomenologia del cingolo-consumatore

Se pensate che gli acquisti siano prerogativa di chi per spostarsi da A a B usa le gambe, mi spiace deludervi: esiste una specifica categoria di consumatori che utilizza esclusivamente (o saltuariamente) mezzi di locomozione alternativi. Sto parlando del cingolo-consumatore, anche detto “acquirente su ruote”.

Il cingolo-consumatore ci tiene molto ad affermare il proprio desiderio di fare shopping, e mica solo online o tra gli scaffali degli ausili sanitari. Giammai.

Il suo terreno specifico di azione è rappresentato da qualsiasi punto vendita in cui possa saltare la fila. Quindi ovunque.
È un grandissimo estimatore di ogni agevolazione, sconto e iva al 4%, ma guai a trattarlo con condiscendenza, poiché, data la sua posizione “privilegiata”, il cingolo-consumatore potrebbe rivalersi sulla vostra parte più “sensibile”. E credetemi, non è un bello spettacolo.
La sua ridotta mobilità è ben compensata da carrozze col turbo. Quando necessario sa diventare molto aggressivo, specie durante il periodo del Black Friday, dove lo vedi sfrecciare a velocità inaudite per accaparrarsi l’ultimo paio di Nike a metà prezzo. Non sono da escludere eventuali scie di sangue sul percorso fino alla cassa.
Il cingolo-consumatore lo riconosci subito, e mica solo per il cingolo, no, piuttosto per la sua tipica espressione da scrutatore degli ambienti. Appena mette ruota in un punto vendita, comincia a guardarsi intorno, con l’occhio destro analizza la merce, mentre con il sinistro passa al vaglio commessi e clienti alla ricerca di qualunque traccia, anche minima, di forme di pietismo a lui rivolte. Se le sue antennine radar rivelano la presenza di commiserazione, il mezzo di locomozione comincia a suonare, manco fosse un’ambulanza in corsa, e tempo due secondi un paio di tendini vengono fatti fuori con manovre invisibili che Houdini levati proprio.

So cosa vi state chiedendo, cari negozianti. Ma allora come si fa a conquistare il cuore del cingolo-consumatore?

Ecco a voi poche regole da seguire:
– Posizionare la merce a misura di Hobbit.
– Evitare frasi come: immagino sia qui per acquistare un alzawater anatomico.
– Dotare i punti vendita di rampe (il desiderio d’acquisto sarà proporzionale al numero di rampe presenti, quindi abbondate).
– E list but not last, un bel parcheggio vicino all’ingresso con il simbolino dell’omino su ruote.
Ma soprattutto, tratta il cingolo-consumatore come te stesso quando vai a fare shopping e andrà tutto bene.

*Post originariamente scritto per Emotions Factory*


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