Quando il “dotato di norma” va in ansia

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Quando il “dotato di norma” va in ansia

Nella mia lunga carriera di disabile mi è capitato di imbattermi in numerosi comportamenti bizzarri. Uno di questi è quello in cui alla vista di un diversamente qualcosa il “dotato di norma” reagisce elencando una serie di parenti e/o conoscenti e/o passanti e/o programmi televisivi che non hanno nulla in comune con l’organismo in questione, ma gli ricordano che al mondo i problemi non sono solo di stipsi.

Ecco che il suddetto “dotato di norma” va in ansia alla vista del disabile, cercando punti di contatto provenienti da un bagaglio di conoscenze mediche assimilate per corrispondenza, unendo i puntini che portano dal raffreddore al tumore del colon, passando per l’unghia incarnita.

Tanto lo sanno tutti che i disabili sono tutti identici, basta nominarne uno per ottenerne un altro uguale e contrario.

Egli si comporta così perché è assolutamente certo che i disabili adorino parlare degli altri disabili, e facciano esclusivamente questo. È anche ovvio che tutti i disabili debbano conoscersi tra loro, come inquilini dello stesso palazzo. Per questo gli sembra strano che tu, napoletana da tre generazioni, non conosca il figlio del fratello del cognato, nato e cresciuto in Svizzera.
Egli è inoltre convinto che i disabili si spostino in branco, migrando ogni giorno verso le loro mete disabili, e si sorprende di come essi possano anche accompagnarsi a uomini e donne “normali”. Che però, sicuramente, sono parenti.

Questo tipo di “dotato di norma” ti avvicinerà gratis, partendo in quarta con le anamnesi famigliari. E per quanta fretta, impegno o concentrazione tu possa dimostrare, egli ronzerà intorno a te con le sue storie di vita vissuta e disabile.
Saprà proporti rimedi della nonna e consigli utili, spesso di prima mano, eredità di quel periodo di tre settimane in cui gli fu ingessato il malleolo in terza elementare.
Siamo lontani dal medioevo e dovrebbe ormai essere chiaro che i disabili hanno una vita che va oltre la loro disabilità. Eppure siamo ancora qui a ribadirlo.

E se proprio ribadirlo non funziona, giocatela come se fossi a un brutto appuntamento: bevi tutta la sera e poi scappa.


2 comments

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    • PASQUALE INTRANO'-
    • 26 Febbraio 2020 at 11:06-
    • Rispondi

    grande!

    • Marina Cuollo
      • Marina Cuollo-
      • 26 Febbraio 2020 at 13:22-
      • Rispondi

      Grazie di cuore, Pasquale!

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