A proposito di abilismo

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A proposito di abilismo

Il cervello umano pare sia il più evoluto di tutti, eppure ci sono comportamenti di questa specie che proprio non comprendo. L’abilismo è uno di questi.

L’abilismo è la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità e, più in generale, il presupporre che tutte le persone abbiano un corpo abile.

Quando ascoltate una persona che utilizza la parola handicappato come offesa, quello è abilismo, quando qualcuno vi dice che i posti per disabili sono una pretesa e non dovrebbero esistere, quello è abilismo. È abilista quel sistema che fa sì che le donne con disabilità abbiano maggiori difficoltà ad accedere all’assistenza ostetrica e/o ginecologica, e non solo per la presenza di barriere, ma anche per i pregiudizi che le considerano impossibilitate ad avere una vita sessuale o a diventare madri. E sì, anche chi se ne frega di rendere un posto accessibile sta facendo abilismo.

Si fa ancora tanta fatica a comprenderlo, molti si mettono sulla difensiva e se ne escono con frasi tipo “Ma io ho tanti amici disabili, per me sono dei grandi, tutti dovrebbero imparare da loro, cosa c’è di male in questo?”.

Eh, cosa c’è di male?

C’è di male che questo significa inserire i disabili in un unico calderone sulla base della loro disabilità. E diciamolo a nessuno piace essere messo in una scatola con una bella etichetta sopra. A meno che non sia fatto di caffè 100% arabica.

E allora cosa possiamo fare per combattere l’abilismo? Basta riconoscere che le persone con disabilità non hanno la funzione di rendere felici gli altri. Non siamo la sfiga prêt-à-porter da tirare fuori per farvi sentire meglio. Le nostre sfighe sono pure le vostre sfighe.
Comunque, mi fa piacere che negli ultimi tempi si cominci finalmente a parlare di più di abilismo, e sono felice che a questa lotta si stiano unendo sempre più persone, che anche se non vivono personalmente tutto questo hanno imparato a comprenderlo. Mi riferisco ai gruppi di femministe e famministi intersezionali, agli attivisti e le attiviste per i diritti LGBTQ, alle persone che parlano di body positive, body shaming e fat acceptance. Se esiste il detto l’unione fa la forza, un motivo ci sarà, no?

P.S. checché se ne dica, di tanto in tanto con le parole riesco anche ad essere seria. Non troppo però eh, che se no comincia a nevicare ad agosto.


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