L’ipocondriaco (modello base)

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L’ipocondriaco (modello base)

Per quante rassicurazioni possa ricevere o aver ricevuto, per quante analisi e TAC e PET abbia fatto. Per quanti medici specialistici possano aver tentato di dissuaderlo giurandogli e stragiurandogli che sta bene, l’ipocondriaco – detto anche “patofobo” – non crede a niente, perché lui SA di essere malato.
L’ipocondriaco vive l’inconscio desiderio di essere malato e nello stesso tempo non esserlo, una roba tipo gatto di Schrödinger H24.
La sua composizione è fatta per il 70% di ansia e un restante 30% di panico. Fan sfegatato di Woody Allen, ha visto tutti i suoi film e riesce a imitare perfettamente la nota vocale ansiogena di Oreste Lionello.
L’ansia rende ipocondriaci e essere ipocondriaco aumenta l’ansia: è un ipocondriaco che si morde la coda tanto che essere ipocondriaco è un vero e proprio modus vivendi, più che una forma di espressione è quasi un’arte.
Riconoscerlo è facile.
Anche se fuori ci sono trenta gradi lui è coperto dalla testa ai piedi, perché si sa: prima o poi l’influenza arriva e ti fotte. E mo’ che c’è il Coronavirus va in giro direttamente con la tuta anticontaminazione.
Non si abbronza mai e pure d’estate, con 40 gradi all’ombra nel mezzo del Sahara, è più bianco di un mimo francese per via dei chili di crema solare che si spalma in continuazione, perché “troppi melanomi signori miei”.
L’ipocondriaco non mangia carne (vuoi scherzare? E come la mettiamo con la mucca pazza), non mangia verdure (vogliamo parlare dei pesticidi?), non mangia uova (mai sentito parlare della salmonella?), conserve neanche a parlarne (sei pazzo, e il botulino?), non mangia pesce (il mercurio non entrerà mai in questo corpo!).
Per questo motivo il suo pasto è quasi sempre a base di aria (depurata) e pillole. Quando ha voglia di strafare con un’abbuffata di dolci, si concede una scatola di Zigulì.
Se si comprano in farmacia, un motivo ci sarà.
L’ipocondriaco nonostante viva di ansie non è un animale solitario, anzi.
Ogni volta che riconosce un suo simile è felice come una Pasqua. Entrambi sanno che potranno passare un fantastico pomeriggio a confrontarsi i sintomi, ridere di gusto facendo battute sui medici e dispensare di tanto in tanto consigli utili sulle analisi più efficaci da fare. Gli ipocondriaci si riconoscono immediatamente tra loro.

– Ma… sarai mica ipocondriaco?
– Sì, certo.
– Ma dai, anche io. Che coincidenza!

Alla rivelazione seguono manifestazioni di giubilo, ma mai con contatto fisico. La prudenza non è mai troppa.
Di contro l’ipocondriaco non vive affatto nessuna delle ansie tipiche dell’italiano medio: studio, lavoro, matrimonio, figli, like su facebook. Questo perché tanto è certo che sarà investito da morte imminente per una delle seguenti malattie: vaiolo, tifo, polio, difterite. Sì, certo, lui lo sa che sono malattie ormai debellate da anni, ma secondo google i sintomi corrispondono.
L’ipocondriaco, nonostante tutto, regge abbastanza bene il confronto. C’è però un argomento che non bisogna mai nominare in sua presenza: la morte.
Ebbene sì, come ogni essere umano anche l’ipocondriaco muore, ma non bisogna ricordarglielo.

– Ma sai che ho un amico ipocondriaco proprio come te?
– Davvero? Come sta?
– È morto la settimana scorsa.
…..
«1…2…3 libera! Ancora! 1…2…3 libera!»


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