Non tutto quello che non si vede non esiste

Condividimi

Non tutto quello che non si vede non esiste

Quando mi presento a qualcuno il taglio di capelli non è esattamente la prima cosa che notano.

Sono una donna con disabilità e non serve neanche dirlo perché la mia disabilità è ben visibile, come i filtri di questa foto.
Se una persona si trova in carrozzina o utilizza le stampelle, per la gente sarà immediato capire che si trova di fronte a una persona con disabilità. È come quando vedi quei cosi fatti di carta, con tante pagine e la copertina, è chiaro che si tratta di libri, lo sanno tutti (più o meno). Ma se invece una persona se ne va in giro senza ausili e con tutti i pezzi del puzzle a posto, molti danno per scontato che quella persona con la disabilità non c’entri nulla.
Mi dispiace contraddirvi, esistono alcuni tipi di disabilità che non sono così evidenti a livello fisico, ma influiscono ugualmente sulla vita delle persone. Mi riferisco alle cosiddette “disabilità invisibili”.

E qui arrivano i problemi, perché gli esseri umani per credere hanno bisogno di vedere, di toccare con mano, di verificare. Salvo poi cascare con tutte le scarpe alla prima fake news e alle mail con la scritta “hai vinto un milione di euro, clicca qui”.
E allora spesso capita che quando una persona con la fibromialgia racconta le sue problematiche viene trattata come se fosse ipocondriaca e in cerca di attenzioni. O una persona con il morbo di Crohn per essere presa sul serio è costretta a raccontare dettagli intimi o a mostrare la sacca per l’ileostomia. Tanti giovani con dislessia, discalculia o altri tipi di neurodiversità, come quelle nello spettro dell’autismo, a scuola vengono considerati strani, svogliati o peggio ancora stupidi. Oppure, viceversa, dei geni scesi in terra.

E tu sei lì che insisti, provi a far comprendere come stanno le cose e ti impegni più di un testimone di Geova che cerca di farsi aprire la porta alle 7 del mattino. Ma niente, hai di fronte solo un muro di gomma colmo di scetticismo. In molti casi le persone arrivano a conclusioni affrettate basandosi sul sentito dire, o avendo solo notizie sommarie, quando basterebbe ammettere semplicemente di non essere abbastanza informati sull’argomento e rimediare.

Oh, vi costa così tanto ammetterlo?


Comments are closed.