La Top 5 dei cliché sulla disabilità in film e serie tv

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La Top 5 dei cliché sulla disabilità in film e serie tv

In questi giorni mi sto documentando molto sulla rappresentazione delle persone con disabilità negli audiovisivi, così ho pensato di farvi sorridere un po’ con la mia top five dei cliché sulla disabilità in film e serie tv.
Enjoy!

– Il vendicatore rotellato (aka villain su ruote)
Incazzato con la vita h24, il vendicatore rotellato cerca eterna vendetta verso il mondo che lo ha reso ciò che è. Sì, anche solo per quella cicatrice che ha in faccia per la varicella presa a 7 anni.

– Lo srotola-lezioni-di-vita
La principale occupazione dello srotola-lezioni-di-vita è contare le macchie sul muro della cucina. Che sia felice oppure no, non importa, perché il destino porterà sulla sua strada un bipede desideroso di imparare una grande lezione di vita, roba fondamentale come evitare di suicidarsi per aver sbagliato a salare la pasta (cosa comune tra i bipedi). A lezione elargita il bipede guarderà la vita con occhi nuovi, e lo srotola-lezioni-di-vita, così soddisfatto, potrà tornare a contare le macchie, o eventualmente morire.

– La sindrome del salvatore abile
Secondo la prima regola della termodinamica del cinema su ruote, a ogni disabile in difficoltà corrisponde un bipede uguale e contrario con la sindrome del salvatore abile. Ovvero, colui che salverà il povero carrozzato da un destino di tragicità perpetua. Anche se lui non l’ha chiesto… soprattutto se lui non l’ha chiesto.

– Il Supercingolato
Come diceva il famoso detto di zio Ben: da grandi poteri derivano grandi disabilità. E infatti il Supercingolato è qui per insegnarti la vita (e anche un po’ per farti sentire una merda), a te che stai stravaccato sul divano e t’ammazzi di serie tv tutto il giorno, mentre lui scala l’Everest con la sua superleggera progettata direttamente da Tony Stark.

– Il disabile a caso
Infilato nei film per non si sa bene quale ragione, il disabile a caso è disabile ma non sa di esserlo, o forse non se n’è ancora reso conto, perché la disabilità gli è stata appiccicata con l’attack all’ultimo minuto. E infatti esiste perché a un certo punto qualcuno dietro le quinte ha detto: quel personaggio fammelo disabile così i paladini della diversity smettono di rompere.

Ehm no, non smettiamo…


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