Aiutare, o non aiutare, è questo il dilemma

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Aiutare, o non aiutare, è questo il dilemma

Capita spesso che le persone si facciano domande sull’abilismo, specialmente quando cominciano ad avvicinarsi all’argomento, ed è più che comprensibile.
Una delle domande che mi arriva di frequente è legata al poter o meno aiutare le persone con disabilità. E qui scatta il classico “Se incontro una persona disabile per strada posso aiutarla? Rischio di essere abilista? Come mi devo comportare?”
A questa domanda rispondo spesso dicendo che non c’è un modo universale di agire, perché le situazioni che incontrerete non saranno mai uguali, e soprattutto non saranno mai uguali le persone. In linea generale è sempre bene chiedere a una persona disabile se vuole aiuto, al massimo vi risponderà di no, e ognuno per la sua strada. Certo è che se vedete una persona disabile con le ruote all’aria modello tartaruga rovesciata in palesissima difficoltà e la ignorate, un po’ merdina lo siete.
I tizi che adoro di più, però, sono quelli che appena vedono due ruote corrono in soccorso non richiesto con l’espressione di Maria Teresa di Calcutta, ma se vedono uno che sta dissanguando per strada gli passano sopra con tanto di retromarcia.
Loro si che hanno capito tutto, perché sprecare tempo ed energia sui bipedi quando il disabile ti vale 300 punti fragola sulla carta della bella figura?
In diapositiva un tizio (da me accuratamente opacizzato) in chiaro dilemma esistenziale se aiutarmi o meno a guardare la vetrina di quella libreria.
P.S.: Foto scattata in periodo pre-pandemia.

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